Pubblicazioni

Il cardinale Niccolò Perrelli (1696-1772) burocrate esemplare della Camera Apostolica e committente per caso

di Antonella Pampalone

ISBN 978-88-901812-7-6
Brossura grecata e fresata, pp. 572 a colori, stampato in Adobe Arno Pro su carta Classic Demimatt 130 gr.

Pubblicato novembre 2020

Progetto grafico
Francesco Cantone

dalla quarta di copertina:

Il libro ricostruisce per la prima volta la personalità e l’operato di questo illustre personaggio del Settecento che svolse un ruolo primario in qualità di amministratore dei beni della Chiesa.
Nato a Napoli nel 1696 da nobile famiglia, completati gli studi a Roma, nel 1722 dette avvio a una brillante carriera curiale snodatasi sotto sei pontificati, da Innocenzo XIII a Clemente XIV. Funzionario efficientissimo, si mosse con abilità tra le maglie della burocrazia dimostrando integrità rigorosa, discrezione diplomatica, grande prudenza, forte idea di giustizia. Apprezzato da tutti e in specie da Benedetto XIV, fu da lui nominato tesoriere generale (1754-1759), ma ancora prima soprintendente del porto di Anzio, poi dei lavori del nuovo braccio del porto di Ancona lasciato interrotto da Vanvitelli, incarico che mantenne con zelo encomiabile anche da cardinale fino alla morte nel 1772.
La sua indole riservata, affabile e mite è restituita dal suo ritratto e dall’epistolario (quasi 2.000 lettere) da cui affiorano in modo schietto i rapporti con i vari corrispondenti, in particolare con gli architetti Carlo e Filippo Marchionni.
Dall’ampio scavo documentario è emerso un ricco materiale inedito che al quadro delle modalità operative della Camera Apostolica affianca uno spaccato di grande interesse socio-economico. Sul piano artistico molteplici sono le novità relative ad artigiani, architetti e agrimensori, la cui attività è anche illustrata da una inedita produzione grafica.

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Padre Sebastiano Resta. Milanese, oratoriano, collezionista di disegni nel Seicento a Roma

a cura di
Alberto Bianco, Francesco Grisolia, Simonetta Prosperi Valenti Rodinò

Atti del convegno

ISBN 978-88-901812-3-8
pp. 432 a colori
Brossura cucita filo refe, stampato in Adobe Jenson Pro su carta Classic Demimatt 170 gr.

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Il libro contiene i seguenti contributi:

ALBERTO BIANCO
Sebastiano Resta oratoriano

ANTONELLA PAMPALONE
Il ruolo di Sebastiano Resta nella decorazione della Chiesa Nuova

GENEVIEVE WARWICK
On Friendship: Resta and the Arts of Collecting

SOFIA BARCHIESI – DANIELE FERRARA
«Passeggiando una sacra galleria». Le idee di Sebastiano Resta per il completamento decorativo della Chiesa Nuova

SIMONE MATTIELLO
Un Correggio di Resta all’Oratorio di Torino. Itinerari del collezionismo alla fine del XVII secolo

GIULIA BONARDI
Per una storia della fortuna dei primitivi in Italia: pensieri intorno a Sebastiano Resta

MARIA ROSA PIZZONI
Notizie sul Correggio dalle lettere di Resta a Giuseppe Magnavacca

LUCA PEZZUTO
Padre Resta con le forbici? Una Visitazione creduta di Filippo Lippi (ovvero Raffaellino del Garbo)

MARIA BELTRAMINI
Facciate palladiane nel Codice Resta di Palermo

FRANCESCO GRISOLIA
«Hora avea in fantasia il dolce del Correggio, hora il risentito di Michelangelo». Su padre Resta e Taddeo Zuccaro

GIULIO BORA
Resta e il disegno lombardo

MARIO EPIFANI
Resta e il disegno napoletano

SIMONETTA PROSPERI VALENTI RODINÒ
Resta e Maratti: un’amicizia controversa

ILENIA NAPOLEONI
Resta consulente d’arte: la collezione di dipinti del perugino Cesare Meniconi

GABRIELLA PACE
Il restauro del Codice Resta di Palermo. Questioni metodologiche sulla conservazione degli album

SILVIA GINZBURG
Considerazioni su Resta lettore di Vasari

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Iconografia di un Santo. Nuovi studi sull’immagine di san Filippo Neri

di Antonella Pampalone e Sofia Barchiesi

ISBN 978-88-901812-4-5
pp. 298 a colori
Brossura cucita filo refe, stampato in Minion Pro su carta Classic Demimatt 130 gr.

In occasione del quinto centenario della nascita di san Filippo Neri (1515-2015), il libro intende offrire un contributo su quegli aspetti della produzione figurativa che resero popolare l’immagine e il carisma del Santo, qui indagati attraverso una rassegna dei cicli biografici presenti in alcune sedi oratoriane italiane e per la prima volta adunati a confronto lungo un percorso di tre secoli di incisioni, pitture, sculture e altro ancora con inedite proposte. I temi iconografici, rivisitati sulle fonti archivistiche e letterarie con chiarimenti filologici e nuove proposizioni critiche, dimostrano l’evolversi della tradizione visiva con interpretazioni iconologico-stilistiche adeguate ai tempi, ai luoghi e agli artisti coinvolti nella diffusione di un linguaggio religioso di vasta risonanza.

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[Maggio 2017]


Pampalone - il-peccato-filosofico-copertina

Il “peccato filosofico” di Pietro Gabrielli. L’arte fra mito e realtà a palazzo Taverna nei dipinti di G. Brandi, D. Seiter, Ph. P. Roos, B. Lamberti

di Antonella Pampalone

Monsignor Pietro Gabrielli (1660-1734), esponente di una famiglia nobile in ascesa, prelato non per vocazione, anticonformista e trasgressivo, fu bollato come eretico e libertino dal Tribunale dell’Inquisizione.

Dotto bibliofilo, poeta e musico dilettante, fine intellettuale aperto al dibattito speculativo su argomenti filosofico-scientifici di riflessione morale, intese la pittura come metafora allegorica dell’esistenza vissuta nel segno di una ideale ricerca naturalistica e metafisica. Nella rappresentazione dei miti antichi individuò lo strumento per interpretare gli aspetti spirituali e scientifici dell’operare umano, riuscendo a soddisfare le proprie ambizioni edonistico-filosofiche con la quadreria nel suo palazzo a Montegiordano, esempio assai significativo di sofisticato eruditismo seicentesco.

Antonella Pampalone, alla lunga carriera di docente di Storia dell’arte e poi di funzionaria del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, ha affiancato una attività di ricerca, sempre supportata da una rigorosa indagine documentaria, sui più diversi aspetti della produzione artistica romana dal XVI al XVIII secolo. Autrice di numerosi saggi specialistici, cataloghi di mostre e alcuni libri – tra cui La cappella della famiglia Spada nella Chiesa Nuova (1993), Inquietudine e malinconia in Francesco Cozza calabrese (2008), Il Palazzo della Sapienza (2010), Cerimonie di laurea nella Roma barocca. Pietro da Cortona e i frontespizi ermetici di tesi (2014) – negli ultimi anni si è occupata anche di sociologia dell’arte e di iconologia.

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[Ottobre 2016]